Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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winter sleep posterWINTER SLEEP di Nuri Bilge Ceylan (2014)

 

Nuri Bilge Ceylan torna al Festival di Cannes: l'autore turco, premio come miglior regista per Le tre scimmie (2008) e  Gran Premio della Giuria per C’era una volta in Anatolia (2011), punta quest’anno alla Palma d’Oro con la sua ultima pellicola, Winter Sleep. Protagonista è un ex attore in pensione, proprietario di un piccolo hotel nel centro dell’Anatolia dove vive insieme alla giovane moglie e alla sorella da poco divorziata dal marito. Quando arriva l’inverno, l’uomo deciderà di partire per un lungo viaggio. Raffinato esempio di cinema da camera, Winter Sleep è un film elegante e ricco d’interessanti sfaccettature psicologiche: un dramma dell’anima, dai toni tragici e shakespeariani, che dà lo stesso peso alle immagini e alle parole. Come la precedente pellicola di Ceylan, è un film molto parlato (a tratti quasi verboso) in cui la sceneggiatura si trasforma molto presto in un’indagine sociale sulle condizioni attuali della Turchia, tra crisi economica e dubbi morali. Pur potendo contare su un cast in ottima forma, Winter Sleep non giustifica del tutto la sua lunghissima durata (circa tre ore e quindici minuti), ma è comunque capace di convincere, colpire ed emozionare grazie a diverse sequenze estremamente suggestive e affascinanti.

 

Voto: 2,5/4

 

 

SAINT LAURENT di Bertrand Bonello (2014)

 

Poco dopo il Yves Saint Laurent di Jalil Lespert presentato a Berlino, arriva curiosamente un altro biopic dedicato al celeberrimo stilista francese. La pellicola si concentra su un decennio decisivo nella vita dell’artista, dal 1967 al 1976, raccontandone il talento, la relazione ufficiale con Pierre Bergé e quella clandestina con un amante, fino alla dipendenza dall’alcol e dalle droghe. Efficace nella prima parte, il film si sgonfia col passare dei minuti risultando, in definitiva, un semplice biopic troppo tradizionale e didascalico. Prolisso (ben 150 minuti), fiacco e pieno di clichè, arriva a ridosso della versione precedente senza un apparente motivo: un'opera decisamente trascurabile. Buona la prova del protagonista Gaspard Ulliel, mentre sprecato appare il resto del cast, da Jérémie Renier (Pierre Bergé) a Léa Seydoux (Loulou de la Falaise).

 

Voto: 2/4

 

WILD TALES di Damian Szifron (2014)

 

Curioso esperimento a episodi dell'argentino Damian Szifron, Wild Tales parte dal registro grottesco per raccontare l'Argentina di oggi. Corruzione, cinismo, rapporti umani allo sbando e follie burocratiche si nascondono dietro la superficie del divertissement scanzonato. L'incipit, notevole, rimane il punto più alto del film che, purtroppo, è azzoppato da un episodio conclusivo (una festa di matrimonio poco tradizionale) non all’altezza e nettamente inferiore rispetto a tutti i capitoli precedenti.

 

Voto: 2/4

 

 

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