Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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Far East Film Festival 2013

15 feff posterTHE BERLIN FILE di Ryoo Seung-wan (2013)

Quando il Far East Film Festival inizia, generalmente lo fa con il botto. La selezione ufficiale di questa 15^ edizione si apre infatti con la nuova fatica di Ryoo Seung-wan già conosciuto per i suoi City of Violence e The Unjust, visto proprio al FEFF due anni or sono. Come per il suo film precedente, anche The Berlin File presenta una storia piuttosto complessa e articolata (trattandosi fondamentalmente di una spy-story non ci si poteva aspettare diversamente) che vede in gioco CIA, Mossad e servizi segreti della Corea del Nord e del Sud. Ma in fondo tutto si riduce al disperato tentativo di un agente della Corea del Nord di scagionare se stesso e la moglie dopo essere rimasti vittima di una serie di intrighi orchestrati da membri del loro governo. La cornice berlinese dà al film un respiro particolarmente internazionale e la trama, abbastanza canonica per il genere, possono dare l'idea di un film già visto e un po' lontano dal suo cinema di origine. Ma l'importanza data alle sequenze d'azione, tante e davvero adrenaliniche, riportano The Berlin File alle sue origini e lo rimettono energicamente in carreggiata.

Leggi tutto: FEFF 2013 - GIORNO 1

 

national security NATIONAL SECURITY di Chung Ji-young (2012)

 Scritto da Valeria Morini

Alla terza giornata del Far East Film Festival è sbarcato uno dei film più attesi di questa 15^ edizione. Il pubblico di Udine conosce Chung Ji-young per il discreto dramma giudiziario Unbowed, visto al FEFF lo scorso anno. Con National Security, il regista sudcoreano migliora decisamente e sceglie di filmare un episodio realmente accaduto in uno dei periodi più bui della storia del suo Paese: i 22 giorni di prigionia e torture dell'attivista democratico Kim Geun-tae nel 1985, all'epoca della repressiva dittatura militare di Chun Doo-hwan. Terribile esperienza che oltre che a Kim (poi divenuto ministro, scomparso nel 2011) toccò, negli stessi anni, a moltissime altre persone; il film è un omaggio a loro e a tutte le vittime di torture nel mondo. Ed è un vero pugno nello stomaco. Crudo, magistrale, socialmente necessario, è anche coraggioso a livello narrativo: è infatti quasi interamente ambientato tra le mura di una cella e si concentra esclusivamente sul rapporto tra il protagonista e i suoi carcerieri, mostrando ogni singolo momento delle brutalità inflitte alla vittima. Pur senza toccare le vette artistiche di un film per certi versi accostabile come Hunger, National Security è un ottimo esempio di dramma civile, in grado di offrire anche lezioni di buon cinema. Semplicemente straordinario l'attore che interpreta Kim Geun-tae, Park Won-sang.

Leggi tutto: FEFF 2013 - GIORNO 3

cold warCOLD WAR di Longman Leung, Sunny Luk (2012)
Scritto da Matteo Soi

Non è FEFF senza il poliziesco di Hong Kong ed il poliziesco di Hong Kong sbarca al FEFF con una coppia di registi esordienti ed il loro film Cold War. Il titolo non si riferisce al “conflitto” Russo – Americano ma ad un'operazione, messa in piedi dalla polizia di Hong Kong per recuperare cinque agenti presi in ostaggio durante il loro turno di pattuglia, le cui indagini metteranno in ginocchio i vertici stessi delle forze dell' ordine. Come gran parte del cinema di genere richiede, Cold War vanta un grande cast ed una sceneggiatura molto complessa per contenere, all'interno dei suoi intrecci e twist narrativi, la coralità dei diversi personaggi coinvolti. Per compensare la parte narrativa più “densa”, i registi Longman Leung e Sunny Luk inseriscono quella dose di sparatorie, esplosioni ed inseguimenti che conferiscono al loro film una decisa marcia in più. Ma non è tutto oro, purtroppo, e ad una poca originalità complessiva, si unisce la sensazione, soprattutto nel pre finale, che abbiamo assistito ad una gratuita celebrazione dei valori della polizia dell' ex colonia britannica. E si uscirebbe dalla visione con l'amaro in bocca se non fosse per il vero finale, cupo e poco consolatorio, che permette a Cold War di riacciuffare la sufficienza.

Leggi tutto: FEFF 2013 - GIORNO 2

050-e1362316832325NEW WORLD di Park Hoon-jung (2013)

Scritto da Valeria Morini

Il gangster movie coreano conferma il suo ottimo stato di salute: alla quarta giornata del Far East Film Festival sbarca New World, firmato dal giovane regista Park Hoon-jung, che ci trascina nel mondo della criminalità organizzata di Seul. Nel Terzo millennio la mafia è gestita come una multinazionale e i suoi affiliati sembrano uomini d'affari, in eleganti doppio petto a bordo di lucide berline nere. Salvo, poi, regolare i conti in ancestrali duelli collettivi a colpi di coltello. È decisamente interessante il parallelo tra capitalismo finanziario e mondo criminale (l'organizzazione si chiama Goldmoon, vi ricorda niente?), che nel film viene squassato da una lotta intestina per la successione alla presidenza dopo la morte del grande boss. Nel mezzo, Ja-sung, poliziotto infiltrato alle prese con forti tormenti interiori, il rischio di essere scoperto, una moglie incinta e le pressioni del suo superiore (interpretato dal mitico attore di Old Boy Choi Min-sik). Park Hoon-jung ci conduce in un complesso meccanismo in cui la tensione è costante, la violenza è dosata in modo efficace e il crudelissimo finale è una delle cose migliori viste nei crime movie degli ultimi anni. Un Infernal Affairs ancora più cinico, di cui la Sony ha già acquistato i diritti per farne un remake americano.

Leggi tutto: FEFF 2013 - GIORNO 4

 

Ip-Man-The-Final-Fight-poster-thumb-300xauto-36962IP MAN – THE FINAL FIGHT di Herman Yau

Scritto da Matteo Soi

 

 

 

La stagione cinematografica di Ip Man sembra ben lontana dal concludersi. Dopo i due film diretti da Wilson Ip (un terzo è già in cantiere) e The Grandmaster di Wong Kar Wai, la vita del Maestro Ip (interpretato questa volta dal grande Anthony Wong) arriva nelle mani esperte di Herman Yau, già regista di Ip Man – The Legend is Born. Ambientato nel periodo che va dal suo trasferimento ad Hong Kong fino alla sua morte nei primi anni '70, Ip Man – the Final Fight vede il Gran Maestro, testimone delle difficoltà sociali dell' epoca, accogliere i suoi primi allievi, confrontarsi con altre scuole rivali e con le triadi della “città murata” di Kowloon. Rispetto ai film di Wilson Ip, maggiormente votati all' azione, alle arti marziali ma limitati nella rappresentazione macchiettistica delle controparti giapponesi e inglesi, il film di Herman Yau si concentra sull' aspetto biografico utilizzando la voce fuori campo del figlio per introdurre i vari episodi della sua vita. Questo non significa però che si rinuncia a mostrare il Wing Chun in tutta la sua splendida e precisa eleganza: se tanto è stato fatto per la ricostruzione storica dell' epoca, altrettanto impegno è stato messo nelle sequenze di combattimento, coreografie che si possono contare sulle dita di una mano ma valgono sempre l' attesa, come il lungo duello finale. Insomma, anche Herman Yau è riuscito a celebrare con successo una delle figure più importanti del kung fu e della storia cinese recente.

 

 Voto: 3/4

 

Leggi tutto: FEFF 2013 - GIORNO 5

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