locandina-la-grande-bellezzaMartedì 04/03/14, ore 21.10, CANALE 5

 

“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti, incostanti sprazzi di bellezza… e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.”

Paolo Sorrentino ce l’ha fatta. Paolo Sorrentino ha trionfato. Tra infinite e sterili polemiche, il regista napoletano ha reso ancora una volta (dopo 15 anni) grande l’Italia, conquistando l’Oscar come miglior film straniero durante l'86esima edizione degli Academy Awards. Il suo La grande bellezza, monumentale affresco su una Roma squallida e bellissima, decadente e ipnotica, ha spaccato pubblico e critica come non succedeva da anni. Chi ha gridato al capolavoro, chi è insorto ululando allo scandalo e alla sopravvalutazione quando non al plagio (felliniano, nella fattispecie: bah). Sorrentino si fa amare o odiare ma, in qualunque caso, non può restare indifferente: e questo prova la sua grandezza. Una cosa è certa: la perfezione formale, con morbide carrellate su Jep Gambardella aka Toni Servillo (superlativo) che cammina (in)dolente per le strade romane, la stratificata e complessa struttura significante sulla rovina della nostra contemporaneità e le sequenze da antologia (una su tutte, la festa iniziale in discoteca, destinata a diventare cult) non si dimenticano facilmente, checché ne dicano i detrattori. Cast funzionale e variegato (Carlo Verdone, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli, Isabella Ferrari, Galatea Ranzi) in cui spicca Serena Grandi, tragico e grottesco simbolo del nostro presente. Sceneggiatura di Sorrentino e Umberto Contarello, splendida fotografia di Luca Bigazzi.

Magnifico e imperdibile.

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