Speciale Berlinale

berlinale2019

Interviste

LE USCITE IN SALA DI FEBBRAIO 2019

mule 

Come ogni mese, eccovi il calendario completo delle uscite in sala di FEBBRAIO 2019. Dal ritorno di Clint Eastwood ai nuovi film di Lazlo Nemes, Jason Reitman e Robert Rodriguez, ce n'è davvero per tutti i gusti (in attesa degli Oscar). Buona visione!

Leggi tutto...

mid90s

Con Mid90s, Jonah Hill passa dall’altra parte della macchina da presa per una commedia che è anche sofferto, atipico coming of age movie. Stevie (Sunny Suljic, a soli 13 anni già noto per la sua collaborazione con Lanthimos in The Killing of a Sacred Deer, qui nel suo primo ruolo da protagonista) è un ragazzino che spende la sua estate barcamenandosi fra una situazione familiare complicata e il Motor Avenue, negozio dove incontra un gruppo di ragazzi più grandi coi quali proverà disperatamente a integrarsi.

Il film muove su due filoni paralleli. Da una parte abbiamo una ricostruzione in miniatura degli anni Novanta. Un vero e proprio campione della cultura pop di quegli anni, dallo slang, all’abbigliamento, fino alla musica – una colonna sonora realizzata da nientemeno che Trent Reznor e Atticus Ross. Ciliegina sulla torta, il tutto è girato in 16 mm, per “inserire la dimensione del ricordo”, commenta Hill. Dall’altra, in questa capsula del tempo vediamo muoversi come in una boccia per pesci dei ragazzini persi fra alcool e conversazioni senza capo né coda, la cui unica vera spinta pare essere la passione per lo skateboard. Stevie trova in loro dei modelli da imitare, dopo aver fallito nel tentativo di ingraziarsi l’instabile fratello maggiore Ian (Lucas Hedges). In un battito di ciglia lo vediamo attraversare i grandi riti di passaggio all’età adulta: primo bacio, prima sigaretta, primo “giro in macchina senza genitori a bordo”.

Hill ha dichiarato di aver superato la fase da “comedy bro guy” e il risultato è tangibile. Nel suo debutto da regista non si limita a qualche battuta efficace e politicamente scorretta, né indugia più del dovuto sui piaceri esotici con cui il protagonista entra via via in contatto. Piuttosto, va oltre la facciata apparentemente glamour delle vite sregolate di questi adolescenti per evidenziare i loro conflitti interiori e le modalità a tratti violente con cui provano a gestirli. Altissimo il livello della recitazione, tanto che spesso la palpabile chimica fra i ragazzi del gruppo riesce a trainare da sola intere scene altrimenti debolucce. In campo c’è la stessa adolescenza smarrita che a suo tempo ha reso tanto magnetico Kids (1995) di Larry Clark – un parallelismo non solo ovvio ma suggerito da Hill stesso, che affida un cameo ad Harmony Korine (che di Kids ha scritto la sceneggiatura).

C’è ancora molto a bollire in pentola quando la pellicola arriva a una conclusione, fermandosi a soli 85 minuti di durata. Hill giustifica la brevità parlando di “stralcio di vita” e “scorcio nel processo di crescita di un adolescente”. Il che, per quanto legittimo, non può evitare di lasciare insoddisfatto chi avrebbe voluto scavare più a fondo nella psicologia dei protagonisti, arrivare a una quadra con qualcuno dei nuclei narrativi rimasti in sospeso o perlomeno immergersi a pieno nella ricostruzione storica che ricreata con tanta precisione. Rimane una buona prova d’esordio. Grosso difetto? La parola fine arrivata con troppo largo anticipo. Presentato nella sezione Panorama della 69esima edizione del Festival di Cinema di Berlino.

Voto: 2,5/4

Login

Social Network

IL SUPERPAGELLONE DI GENNAIO 2019

 suspiria

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di GENNAIO 2019

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.